Finally got here!

E finalmente negli USA!! Mi scuso per non aver scritto prima ma come capirete, sono stata molto impegnata.. il viaggio è andato bene direi, anche se molto mooolto lungo (20 ore!!!), erano tutti li ad aspettarmi,  con un bellissimo cartellone!! Il mio compleanno, il giorno dopo, è andato benissimo, ho mangiato un sacco di cose americane come una torta di gelato e oreo enorme e un sacco di salse!! Sono tutti molto gentili con me e si impegnano a capirmi perchè ho davvero una pessima pronuncia e un pessimo accento. Poi sempre il 31, tutti i ragazzi si sono messi intorno a me e mi hanno ascoltato mentre dicevo tutto quello di cui avevo paura per la scuola e mi hanno rassicurato moltissimo!! Poi dopo cena ( mangiano tantissima verdura e la pasta è un po’ scotta e senza sale ma non è male!) tutte le sere ci mettiamo tutti in salotto e ascoltiamo Lisa leggere Harry Potter, anche se capisco solo qualche parola qua e la, comunque non perdo la speranza perchè mi piace tantissimo ascoltarla!! Ieri mattina siamo andati in un posto assolutamente americano: è tipo una fiera, ci sono tante categorie come cucina, abbigliamento, animali, esperimenti eccetera, i ragazzi scelgono una categoria e preparano qualcosa e poi i giudici gli assegnano una valutazione! Emma aveva cucito una gonna (!!!) mentre Madeline aveva cucinato dei biscotti. Poi i ragazzi che partecipano alla competizione devono fare una volta volontariato nella cucina e servire il cibo, ieri l’ho fatto anche io!! Lisa mi ha fatto vedere come cucinare un ‘walking taco’ che è una cosa americana e, a mio parere, disgustosa ma un sacco di gente lo prendeva!! Praticamente prendevo una bustina di tacos, la spremevo un po’ per sbriciolarli, la aprivo e ci mettevo dentro della carne, insalata e formaggio!! A un certo punto mi sono anche sbagliata e ho detto a un tipo che era un ‘sleeping taco’!! mi ha guardato un po’ strano! comunque è stato molto divertente e mi ha fatto conoscere un sacco di gente, tra cui anche una ragazza che verrà a scuola con me! Dopo al pomeriggio siamo andati in piscina a Lexington, era grande e c’erano anche gli scivoli!! é stato molto divertente e ho nuotato tantissimo!! Alla sera doveva esserci un ‘swimming party’ ma ha iniziato a piovere quindi niente. Abbiamo cenato a casa dei genitori di Lisa che erano davvero carini con me e mi hanno fatto vedere i cavalli  e la casa sull’albero!! Adesso, non vi spaventate, vi dirò che ieri sera è successa una cosa spaventosa! Lisa ha detto che non succedeva da 7 anni! I’m a lucky girl! è venuto un tornado.. quindi ci siamo chiusi tutti in bagno nel piano interrato, Axel poverino era terrorizzato.. per fortuna però Lisa è riuscita a prendere il libro di Harry Potter e abbiamo letto un po’ in bagno prima di andare a dormire, quando il tornado era passato.. non ci sono stati danni per fortuna!! Stamattina stiamo preparando le cose per Yellowstone e basta.. mi hanno fatto magiare il burro di arachidi e una vera cheesecake!!  Presto aggiornamenti da Yellowstone!!

Exchange is about learning how to miss people enough to not stick them in the past, and how to not miss them so much that it keeps you from moving into the future

A parte tutto il trambusto che c’è in casa in questi ultimi giorni italiani, ho bisogno di fermarmi un attimo e scrivere questo post. Voglio scavare a fondo in tutta la paura che sento ora e cercare di mettere nero su bianco i motivi che mi hanno spinto a partire, a fare un salto nel vuoto. Voglio farlo perché devo avere qualcosa da leggere durante i momenti bui, quando me ne starò da sola a chiedermi perché ho lasciato tutto, perché ho deciso di andare dall’altra parte del mondo da sola. Voglio che la persona che sono ora, a casa, tranquilla; ricordi alla persona  che sarò nei prossimi mesi  perché deve tenere duro, perché ha lasciato casa e amici, perché ne varrà la pena.

Exchange è uno scambio. Uno scambio di idee, cultura, opinioni, cibo, regali, emozioni, sentimenti, paure, esperienze, speranza, vita. Si parte pronti a dare tutto quello che si può, e se ne riceve il doppio. Parti che sei una persona, con un famiglia, una scuola, una lingua, un paese, una casa. Torni che sei tante persone diverse, con due famiglie, due scuole, due lingue, due paesi, due case e un milione di amici. Non si è mai pronti abbastanza ad un anno come Exchange student. Non esistono mezze misure, non esiste un cambiamento graduale. Tutto è veloce, quasi brutale. Devi costringere te stesso ad adattarti, a valutare, ad accettare, a crescere.

Exchange è imparare. Imparare a lottare. Imparare ad ascoltare. Imparare a guardare. Imparare a parlare. Capire cosa è importante e cosa no. Capire chi sono i veri amici. Capire che le persone sono persone e non stereotipi.

Exchange è un’avventura. Cambi aria, amici, posti. E’ magiare qualcosa che non avresti mai assaggiato a casa. E’ sforzarsi di parlare con gli sconosciuti. E’ cadere ma rialzarsi sempre. E’ dimenticare la tua lingua madre ma non conoscere ancora completamente la lingua del paese ospitante. E’ essere un po’ tutti e un po’ nessuno.

Exchange è voglia di vivere. Voglia di vedere cose nuove. Voglia di imparare dagli altri. Voglia di non giudicare, per non essere giudicato. Voglia di provarci anche se non ci riuscirai subito. Voglia di sbagliare una volta per non sbagliare mai più. Voglia di ridere. Ridere dei propri errori. Ridere alle battute. Ridere a qualcosa che non hai proprio capito, ma se lui sta ridendo, allora rido anche io.

Exchange è trovare noi stessi, capire dove vogliamo andare, chi vogliamo diventare.

– S

– 4 giorni, 21 ore e 54 minuti

Mi sento come se stessi cercando di nuotare ma non ci riesco perché qualcuno mi spinge sempre più in basso, sotto l’acqua. Scusate la metafora, ma è esattamente così che mi sento in quest’ultima settimana. Mi sento soffocare. Ho una marea di cose da fare, un sacco di gente da vedere, la valigia ancora mezza vuota e solo 4 giorni, 21 ore e 54 minuti per fare tutto. Come si intuisce, mi hanno finalmente dato le informazioni definitive sulla partenza: partirò da Milano Malpensa alle 9:05 per arrivare a Francoforte alle 10:30, dopodiché alle 13:30 partirà l’aereo che ci porterà a New York e lì (nota dolente) avrò circa due ore di tempo per: passare dall’immigration, ritirare il bagaglio, rifare il check in, rifare tutti i controlli e trovare l’imbarco. Tutto ciò nell’immenso aeroporto newyorkese che è grande più o meno come la mia città. Ce la faranno i nostri eroi? Bah. Comunque sia, devo fare in modo di prendere l’aereo che parte alle 18:18 e che arriverà a Denver alle 20:38. Lisa mi ha detto che in Nebraska però saranno circa le 21:38 e, visto che ci vogliono circa 4 ore per arrivare a casa; dormiremo a casa di suo fratello per poi partire il mattino dopo (alias il mio compleanno :D). Secondo i miei calcoli dovrei arrivare a destinazione circa alle 5 di notte qui in Italia. Fresca come una rosa, insomma. 

                                                       

 

“I got this Visa on the summer day when you were gone”

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Finalmente il vistooo! Sono felicissima, quando sono andata a Firenze,  venerdì, pensavo  ci sarebbe voluto molto di più!
Andare in consolato è stato davvero emozionante soprattutto perché ho rivisto la Martina, la Laura, la Sara e la Chiara, ossia le ragazze  che avevo conosciuto al seminario, poi il colloquio in inglese  con il console (di cui io mi preoccupavo tanto) è stato cortissimo e sono riuscita a capire quello che diceva. Insomma mi ridimostro una paranoica piena di ansia yuppii -.-
Ho anche preso atto del fatto che mancano solo due settimane e che devo iniziare a fare la valigia.. questo si rivelerà il trauma della mia vita perché per il momento solo la roba invernale mi ha occupato metá dello spazio! Chi vivrá vedrà come riuscirò a farci stare tuuutte le mie scarpe ahahah. Ciaoo!

Festa di arrivederci a sorpresa! (Addio è lugubre)

  Il 28 Giugno, due giorni fa, è stata una di quelle giornate in cui ti rendi conto di essere davvero fortunato. Quel giorno, alle cinque del DSC_0001 - Copiapomeriggio, la mamma della mia amica Sofia è passata a prendermi per portarmi a casa sua, dove avrei dovuto aiutare a preparare tutto per la grigliata che stavamo organizzando da tempo con tutte le ragazze di danza, per salutarci prima dell’estate. Non faccio in tempo a scendere dalla macchina che sento la musica dell’inno americano e me le ritrovo tutte in fila, elegantissime, a cantare. Dietro di loro tutta la veranda decorata di blu, bianco e rosso, con una bandiera americana enorme firmata da tutte loro e con scritto sopra ‘Goodbye Honey’. La mia reazione è stata tipo shock anafilattico. Sono rimasta ferma immobile, a guardarle a bocca aperta senza capire niente per almeno trenta secondi. Poi pian piano ho iniziato a connettere. Le mie amiche mi avevano organizzato una festa di addio. No, meglio, mi avevano organizzato una festa di addio a sorpresa. E io ci ero cascata in pieno. Cioè dire che non mi aspettavo assolutamente nulla è dire poco. Ero convinta di essere la prima ad arrivare per aiutare ad organizzare, mentre quelle ciccione erano da tutto il pomeriggio a fare ghirlande e bandiere. E ovviamente ero vestita peggio che per andare a far la spesa. Comunque la cosa non è finita qui, perchè mi hanno letteralmente trascinato (capitemi, non capivo più un cazzo) a cambiarmi e mi hanno regalato un bellissimo (BELLISSIMO!) vestito. Abbiamo mangiato tutte insieme pizze salate, patatine, una buonissima insalata di riso (lo so che non ve ne può fregare di meno, ma devo ricordarmi di questi particolari quando lo racconterò ai miei nipoti!) e poi mi hanno portato una torta meravigliosa. C’era una foto sopra del nostro gruppo mentre ballavamo sul palco, e sotto scritto ‘Buon viaggio Sara’. A questo punto giuro che avrei potuto piangere se non avessero deciso di fare una fantastica coreografia (si, facciamo DSC_0007 - Copiadanza da tutta la vita. No, non stiamo scherzando.) cantando qualcosa come ‘good trip, good trip and say hello to Obama’ (l’avevano anche preparata tutta la mattina eh ahaha). Ho pianto dal ridere. Ad ogni modo la cosa non era ancora finita perchè mi hanno bendato e trascinato in salotto (mi sentivo tipo trasportata nel paese del balocchi; ho un soffio al cuore, un’altra sorpresa e mi avevano sulla coscienza!) mi hanno fatta sedere e mi sono trovata davanti a un filmino di tutte le nostre coreografie, spettacoli e foto. Non potevo immaginare che il meglio doveva ancora venire perchè alla fine le mie compari hanno messo un video di loro che giravano per tutta Ferrara a chiedere a dei perfetti sconosciuti (non ne conoscevo uno di quelli che hanno intervistato) cosa ne pensano di me e del fatto che vada via. E fu così che mi ritrovai con una decina di dichiarazioni di affetto da parte di sconosciuti, Evvai.

A festa finita e con ben due giorni di distanza, posso, senza ombra di dubbio, dichiarare che le adoro una per una; che è stata la cosa più bella ed emozionante che potessero fare e che porterò un giocatore di football Nebraskese (??) ad ognuna di loro.DSC_0036

Metterò presto le foto perchè senza questo post non rende. Adios!

Starting to be afraid..

Ieri ho avuto per la prima volta qualcosa di molto simile a un attacco di panico. Deve essere stato perchè Paola ( la mia referente, che adoro perchè è sempre strafelice quando mi dà le notizie) mi ha confermato che possono anticipare la partenza al trenta Luglio per permettermi di andare in vacanza con la famiglia a Yellowstone (parco naturale che si trova al trentaduesimo posto nella mia lista delle cose che voglio fare prima di morire). Ecco, lo so che dovrei essere felice, e lo sono davvero, però mi è venuta una paura assurda. Forse perchè Luglio è vicinissimo e non mi ero ancora resa conto di avere così poco tempo, e forse perchè il 31 Luglio, il mio compleanno, lo farò lontano da casa con una famiglia di sconosciuti che non parla la mia lingua. Ho sentito una stretta allo stomaco assurda, ho iniziato a pensare di non farcela, di non essere abbastanza forte per una cosa del genere. Ho avuto paura di non andare d’accordo con la famiglia, di non riuscire a comunicare, di sentirmi sola. Fortunatamente è stata una cosa passeggera perchè oggi mi sento decisamente meglio. Vorrei poter sperare di non vivere più momenti come questi ma so che succederà ancora, e sono determinata a non farmi prendere dallo sconforto. Questo è il mio sogno, la mia avventura, il mio anno; mi impegnerò al massimo per avere fiducia in me e nelle mie possibilità. Speriamo bene!

Questa è la lettera che mi hanno scritto

Questa è la lettera che mi hanno scritto le mie compagne di danza.. me l’hanno data ieri insieme ai pasticcini al saggio di danza. Inutile dire che mi sono messa a piangere (sono debole di cuore e odio gli addii ahah). Credo che questo spettacolo sia stato uno dei più belli che io abbia mai fatto.. non so se dipenda dal fatto che ormai sento l’avvicinarsi della partenza ma ho ballato come non avevo mai fatto prima, ho cercato di trasmettere al pubblico tutto il mio amore per la danza, per le mie amiche, per la vita che mi sta dando tanto. Tra l’altro ieri è stato anche l’ultimo giorno di scuola quindi altri saluti e altre lacrime. Insomma una giornatina leggera leggera ahah. Per fortuna che a mezzanotte, a spettacolo finito, abbiamo concluso tutto con un bel gelato, la medicina migliore che esista!Immagine